Tracey Thorn – Tinsel and Lights

Tracey Thorn - Tinsel and LightsTra le voci degli angeli sono sicuro che ci sia quella di Tracey Thorn. Dolce, pulita, di una classe nettamente superiore come fin dai tempi degli Everything But The Girl ci ha sempre abituato. 50 anni, mamma, indimenticabile ispiratrice dell’indie inglese, dopo il ritorno nel 2010 con Love and Its Opposite (bello!) è uscito a novembre, con leggero anticipo sul periodo natalizio, Tinsel and Lights, album di cover ben scelte di Continua a leggere

Joseph Arthur – Redemption City

Joseph Arthur - Redemption CityLa prima cosa che si può dire di Redemption City è che tutte le 24 canzoni che compongono la parte 1 e 2 del disco sono disponibili in download gratuito (con possibilità di offerta libera) sul sito di Joseph Arthur. L’operazione non è certo nuova (i primi furono i Radiohead con In Rainbows) e indica al mondo intero il senso di libertà artistica raggiunto da Joseph Arthur. L’album dà sicuramente sfogo alla grande creatività Continua a leggere

The Lemonheads – Hotel Sessions

The Lemonheads - Hotel SessionsAscoltare Hotel Sessions è come avere a disposizione nel proprio salotto Evan Dando che suona la sua chitarra e canta le canzoni più belle dei Lemonheads. Una libertà impagabile, un senso di intimità con l’artista unico. C’è un unico rischio: per poter apprezzare pienamente questo disco bisogna conoscere bene i Lemonheads, chi si avvicina senza aver mai sentito prima Come on Feel The Lemonheads o It’s a shame about Ray rischia di rimanere Continua a leggere

Sharon Van Etten – Tramp

Sharon-Van-Etten-TrampDopo aver vagabondato sulla scena alternativa newyorkese con i primi due dischi, ecco che Sharon Van Etten trova fissa dimora presso lo studio di registrazione di Aaron Dessner dei National e tira fuori Tramp, disco intimo, asciutto, minimale, toccante. Quello che si capisce subito è che la personalità dell’artista di Brooklyn è forte, anche se al suo fianco (ma sullo sfondo), oltre allo stesso Dessner, troviamo alcuni noti e bravi artisti della scena alternativa Continua a leggere

Meshell Ndegeocello – Weather

Meshell Ndegeocello - WeatherMichelle Lynn Johnson, in arte Meshell Ndegeocello, è una brava. Il nome d’arte che ha scelto è per noi decisamente complicato e impronunciabile, ma in lingua sawhili ha un bellissimo significato che si può tradurre con “libera come un uccello”. Scrive le sue canzoni, le canta (bene) e ci suona anche il basso (molto bene). Dopo dieci nomination per il Grammy alla carriere (che non ancora vinto) Weather è il suo nono disco. Prodotto dal bravo Continua a leggere

The Killers – Day & Age

The Killers - Day & AgeDay & Age non verrà ricordato come il miglior album dei Killers, ma il fatto che contenga al suo interno il singolo Human gli dà sicuramente qualche possibilità in più. Il ritornello “Are we human or are we dancer?” è azzeccatissimo e dopo averlo ascoltato non c’è verso di toglierselo dalla mente, così come tutti i coretti di contorno che funzionano perfettamente. Molto pop, molti synth, molti “oh oh oh” “eh eh eh”, funziona tutto, ma al di là del singolo citato rimane solo Continua a leggere

Joe Henry – Reverie

Joe Henry - ReverieRaffinato. Colto. Elegante. Gli aggettivi simili a questi si sprecano per Joe Henry, nome rimasto sempre nascosto dietro alla produzione di eccellenti dischi di gente come Solomon Burke (nel suo più bel disco di sempre Don’t Give Up on Me), Jim White (nell’ottimo Drill a Hole In That Substrate and Tell Me What You See), Ani DiFranco (Knuckle Down), Aimee Mann (The Forgotten Arm), Bettye LaVette (I’ve Got My Own Hell to Raise), Elvis Costello / Allen Toussaint  Continua a leggere

Coldplay – Mylo Xyloto

Mylo XylotoCome definirei Mylo Xyloto? Stravagante, a partire dal titolo. Quello che ormai è riconosciuto all’unisono da stampa e pubblico come uno dei più grandi e importanti gruppo pop del pianeta arriva al suo quinto lavoro in studio tra discutibili duetti (Rihanna era proprio necessaria?), voci di scioglimento e versi che fanno molto eco ai soliti U2 (un po’ ovunque) e ai mitici Cure (Hurts Like Heaven). In mezzo a Continua a leggere

Apparat – The Devil’s Walk

L’evoluzione di Sascha Ring (in arte Apparat) si chiama The Devil’s Walk: messi quasi definitivamente da parte i panni di DJ insieme a computer e sequencer, Sascha imbraccia la chitarra e il microfono per concludere il percorso iniziato con il bellissimo Walls (con Raz Ohara) che lo porta in terreni finora solcati da Sigur Ròs e Thom Yorke. La componente elettronica è ridotta veramente al minimo a favore della musica suonata da una band Continua a leggere

Ryan Adams – Ashes & Fire

Evviva, Ryan Adams è tornato in sè e ha fatto un disco bellissimo. Sarà merito del matrimonio con l’attrice e cantautrice Mandy Moore, della sua neonata casa discografica Pax Am e degli eccellenti ospiti presenti nel disco (tra i quali Benmont Tench, storico tastierista di Tom Petty e Norah Jones che suona il piano e canta nei cori di alcuni brani), io credo proprio che sia uno dei suoi migliori lavori. Ashes & Fire è un disco curato, Continua a leggere

Richmond Fontaine – The High Country

E’ da un po’ di tempo che Willy Vlautin, leader dei Richmond Fontaine, si dedica con successo (molto successo nella sua America) alla scrittura. Scrivere canzoni è diverso dallo scrivere un intero romanzo, ma un album intero di 17 canzoni può tranquillamente essere visto come un romanzo o, meglio, come un concept album. E’ questo quello che riescono benissimo a fare i Richmond Fontaine con The High Country, Continua a leggere

dEUS – Keep You Close

La band è matura e fa grandi cose già da un po’, ma con Keep You Close sembra voler fare ancor più sul serio. Tom Barman e soci lasciano sullo sfondo la matrice alt-rock e le piacevoli invasioni in territori grunge, elettronici sperimentali ed anche jazz per concentrarsi sul rock puro. A dar maggior peso ed enfasi a questa svolta, accorre alla loro corte in Belgio anche Greg Dulli degli Afghan Whigs (un piacere risentire parlare di lui!) che compare Continua a leggere